Mezzotinto o Maniera Nera

Il mezzotinto non è uno strumento, ma una tecnica che nasce in Germania nel 1642 da un’invenzione di Ludwig von Siegen di Utrecht e ha una grande diffusione nel Settecento e fino alla prima metà dell’Ottocento soprattutto come tecnica per la riproduzione dei dipinti.
Il mezzotinto, detto anche maniera nera, insieme alla puntasecca e al bulino, è una tecnica per l’incisione diretta della lastra con cui è possibile rendere pittoricamente i valori di chiaroscuro in una gamma pressoché infinita di toni di grigio. A differenza degli strumenti sopracitati, che sono tecniche lineari, nella maniera nera si lavora sulle campiture partendo dai toni più scuri. La lastra di metallo viene preparata con uno strumento particolare, a forma di mezzaluna dentata, chiamato berceau.

Passato sulla lastra più volte cambiando il senso di lavoro, il berceau la ricopre in modo talmente fitto di segni (operazione detta di granitura della lastra) che, se venisse inchiostrata e stampata, darebbe il nero completo.
A questo punto, con l’aiuto di raschietti e di altri strumenti idonei come il brunitoio o la pietra d’agata, l’incisore schiaccia o raschia via la granitura del metallo dove vuole ottenere i bianchi (raschiando o schiacciando completamente la granitura) e i grigi (raschiando o schiacciando parzialmente la granitura).
Il risultato a stampa di una lastra così lavorata è estremamente morbido, con diversi valori di chiaroscuro ben modulati. Come per la puntasecca, la maniera nera non sopporta le grandi tirature, dal momento che la pressione del torchio da stampa ne appiattisce rapidamente la delicata granitura.