Bulino

Il bulino è una delle tecniche principali della calcografia e prende il nome da uno strumento costituito da una sottile asta di metallo a sezione quadrangolare o triangolare tagliata a formare una punta molto affilata detta becco. Questa tecnica si diffonde a partire dalla prima metà del Quattrocento prima in Germania e poi nel resto d’Europa ed utilizza matrici di rame, anche se a partire dal XIX secolo si cominciano ad utilizzare altri metalli e oggi anche il plexiglas.

L’artista impugna saldamente il bulino tenendolo quasi parallelo alla lastra, che deve essere appoggiata su un cuscino di cuoio, e incide direttamente la lastra senza mediazioni chimiche come se vi disegnasse. La punta dello strumento taglia il metallo sollevando dei trucioli di metallo detti barbe (che vengono poi asportati con un raschietto) e producendo un solco triangolare, di differente spessore in base alla pressione esercitata, con un segno sottile, preciso e diritto: non è infatti facile variare la direzione dei solchi per cui le linee curve si ottengono ruotando la lastra. I solchi corrisponderanno in fase di stampa alle linee del disegno e alle zone nere.