Le opere in vendita in galleria

In galleria, oltre ai lavori della esposizione in corso, sono disponibili in permanenza opere (prevalentemente grafiche) degli artisti:

Valerio Adami, Giuseppe Ajmone, Pietro Annigoni, Mario Avati, Enrico Baj, Enzo Bellini, André Beuchat, Renzo Biasion, Floriano Bodini, Andrea Boyer, Remo Brindisi, Antonio Bueno, Mario Calandri, Giovanni Cappelli, Arturo Carmassi, Robert Carrol, Bruno Caruso, Francesco Casorati, Bruno Cassinari, Giancarlo Cazzaniga, Marc Chagall, Mario Chianese, Fabrizio Clerici, Giovan Battista De Andreis, Lucio del Pezzo, Xavier de Maistre, Gianni Dova, Gianfranco Ferroni, Pino Finocchiaro, Federica Galli, Vincenzo Gatti, Giuseppe Giannini, Ray Gindroz, Emilio Greco, Giuseppe Guerreschi, Alfred Hrdlicka, Karolina Larusdottir, Anna Lequio, Kurt Mair, Giuseppe Migneco, Luciano Minguzzi, Bruno Missieri, Pietro Morando, Ennio Morlotti, Paolo Mussat Sartor, Guido Navaretti, Ugo Nespolo, Enrico Paulucci, Tullio Pericoli, Nella Piantà, Vincenzo Piazza, Arnaldo Pomodoro, Antonio Possenti, Concetto Pozzati, Luciano Proverbio, Domenico Purificato, Roberto Rampinelli, Franco Rognoni, Roberto Stelluti, Mariarosaria Stigliano, Francesco Tabusso, Emilio Tadini, Orfeo Tamburi, Ernesto Treccani, Vanni Viviani, Tono Zancanaro, Giuseppe Zigaina.

e degli artisti biellesi:

Bruno Beccaro, Mario Baratelli, Franceschino Barbera (Sandrùn), Rodolfo Boccalatte, Mario Carletti, Stefano Galli, Leo Gavazzi, Carlo Morelli, Valeria Quaregna, Giampaolo Tamagnone.

Le misure delle opere sono sempre altezza x base. Nel caso delle incisioni le misure sono riferite all’impronta della lastra e non alla dimensione del foglio.  

Possiamo spedire le opere di grafica ovunque, in robusti pacchi, senza addebito delle spese di spedizione per acquisti di importo superiore ai 200,00 euro.

La maggior parte delle nostre proposte riguarda la grafica contemporanea,  settore in crisi da parecchi anni per colpa di troppi fogli di dubbia esecuzione (spesso fotoriproduzioni dalle grandi firme) dichiarati come stampe originali, che hanno inflazionato il mercato e minato la fiducia dei compratori. Che cosa è una stampa originale?


Le tecniche dell’incisione per ottenere una stampa d’arte “originale”.
Una stampa d’arte “originale” è tale in quanto l’artista ha espressamente realizzato la matrice ai fini del risultato di stampa; la matrice cioè non è un’opera finita che poi viene riprodotta, bensì solo un mezzo per realizzare l’opera sul foglio, che quindi viene definito “originale”.
La matrice, una lastra di metallo (zinco, rame, ecc.) nel caso della calcografia, viene incisa mediante tecniche che possono essere di tipo “diretto” (l’attrezzo guidato dalla mano dell’artista opera direttamente sul metallo) come il bulino, la puntasecca, la maniera nera o il punzone, oppure di tipo “indiretto” (l’artista opera incidendo la superficie di cera che precedentemente ha steso sul metallo e che lo proteggerà nei punti non “operati” allorché verrà immerso in acido) come l’acquaforte (da aquafortis, termine medioevale per definire l’acido nitrico diluito), i vari tipi di acquatinta, l’ossidazione, la vernice molle, ecc.
La stampa si ottiene inchiostrando a mano i segni scavati dall’artista (“scavi” a profondità spesso variabili per ottenere variazioni tonali) e pulendo quindi accuratamente le superfici non incise (tutto ciò ad ogni copia). La matrice così preparata viene quindi “pressata”, mediante l’uso di un torchio calcografico a stella, contro il foglio precedentemente inumidito (preziose carte idonee allo scopo della resa ma anche a quello della conservazione nel tempo).
La forte pressione che il torchio esercita sui segni talvolta delicati che l’artista ha inciso, comporta un decadimento della matrice e quindi una tiratura molto limitata di esemplari.
L’asciugatura dei fogli stampati, per evitare fastidiose ondulazioni della carta, avviene in pressione fra cartoni vegetali e dura diversi giorni a seconda del formato.
Al termine dell’asciugatura ogni foglio viene numerato e firmato dall’artista, in taluni casi timbrato a secco dallo stampatore. La numerazione è costituita da due numeri: il primo definisce la progressione degli esemplari e il secondo corrisponde al totale delle copie stampate.
La matrice infine, a garanzia del numero di copie dichiarato, viene distrutta oppure “biffata”, resa cioè inservibile alla stampa mediante l’aggiunta di un segno fortemente inciso.