Non formale – BIC
non formale
opere di Bruno Beccaro, Paolo Dolci, Minjung Kim
9 giugno – 7 luglio 2012
La mostra “non formale” è un inatteso fuori programma per la Galleria Sant’Angelo: infatti nel programmare la stagione 2011 / 2012 si era pensato che l’ultimo evento sarebbe stato la mostra di Andrea Boyer appena conclusa. Siamo invece giunti all’attuale esposizione, costituita da tre piccole mostre personali dedicate a due artisti biellesi e ad un’artista coreana accomunati nella realizzazione di opere in cui la figurazione è assente per una scelta che abbiamo definito “non formale”. Ognuno di loro affronta però la negazione della figurazione in un modo del tutto personale.
Alcune opere di Bruno Beccaro, che a prima vista possono apparire come il frutto di una casuale “action painting”, sono in realtà opere costruite con rigore, in cui l’uso e l’accostamento dei colori rivelano una pluridecennale esperienza nell’uso dei vari supporti e materiali pittorici e non riescono a celare la profonda conoscenza che Beccaro ha del mondo artistico contemporaneo.

Paolo Dolci, in ognuno dei suoi dipinti, utilizza pochi colori accostati con eleganza e finalizzati ad esaltare strutture che – pur lontane dal raffigurare qualcosa di reale – evocano improbabili architetture e sono il vero soggetto delle opere. Dei propri lavori Dolci afferma: “Dipingo immagini astratte nelle quali concentro e sviluppo l’armonia e la potenza delle forme. Alcune di queste determinano energia dinamica, altre energia statica.”.

Le grafiche di Minjung Kim sono fatte di segni e macchie che danno vita, nella loro indefinita qualità percettiva, a una molteplicità produttiva dove la rappresentazione cede il posto alla vitalità del gesto. Non ci sono paesaggi, ritratti o cose. C’è l’atto della produzione del segno. La galleria ha dedicato nel 2010 una mostra personale alla raffinata artista coreana che nell’anno in corso ha esposto le sue opere al Museo d’Arte Contemporanea di Roma (Macro) con la mostra personale “Il suono della luce”.

Orario: giovedì, venerdì, sabato – ore 15.30 – 19.00


BIC – BIELLA IN CONTEMPORANEA
fino al 29 luglio 2012
La Galleria Sant’Angelo partecipa alla mostra “Dialoghi”, presso il Museo del Territorio Biellese, con due opere:
“Il compianto” di Nella Piantà, maniera nera del 2010, a dialogare con il “Compianto sul Cristo morto”, gruppo scultoreo del XVI secolo

Nella Piantà, “Il Compianto”, 2010, maniera nera.
L’opera di Nella Piantà raffigura un particolare del Compianto sul Cristo morto, capolavoro di Niccolò d’Apulia (detto dell’Arca), conservato nella chiesa di Santa Maria della Vita a Bologna. L’opera è realizzata con la tecnica di incisione detta maniera nera o mezzotinto – ideata in Germania a metà del 1600 – ed ha come soggetto un primo piano delle due figure di destra del gruppo statuario di Bologna: Maria di Salomè e Maria di Cleofa straziate dal dolore e con le vesti gonfiate dal vento. Le due Marie sono sormontate da un profilo appena accennato della cupola della chiesa di Santa Maria della Vita.
Nella Piantà, nata a Borgosesia, vive e lavora ad Ivrea. Ha iniziato a dipingere nel 1980 ed ha frequentato presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino i corsi di tecniche dell’incisione perfezionando poi la tecnica di incisone alla maniera nera come allieva di Alberto Rocco. La sua attività espositiva data dal 2002 con personali organizzate in Italia ed in Francia.
Scuola biellese, Compianto sul Cristo morto, legno policromo, XVI secolo
Il tema del Compianto sul Cristo morto ha conosciuto una grande fortuna iconografica a partire dal XIV secolo. Il gruppo scultoreo conservato presso il Museo è formato da sette statue lignee policrome – raffiguranti, oltre a Cristo anche le tre Marie, Nicodemo, Giuseppe d’Arimatea e San Giovanni Evangelista – disposte in semicerchio attorno al corpo di Cristo in modo da ottenere un effetto teatrale e favorire così l’immedesimazione dei fedeli nel tragico evento. Acquistato dall’Amministrazione comunale nel corso degli anni Settanta, è databile alla prima metà del Cinquecento e si ritiene proveniente da una chiesa biellese.
“Due strade” di Federica Galli, acquaforte del 1982, a dialogare con il dipinto “Nei boschetti di Traversella” di Marco Calderini, olio su cartone del 1934.

Federica Galli, ”Due strade”, 1982, acquaforte
Gli alberi ritratti da Federica Galli (1932 – 2009) appartengono sicuramente ad un bosco della “sua” Lombardia, visitato in un giorno di autunno del 1982, e sono stati incisi dall’artista su una lastra di zinco – dalle non consuete dimensioni – con la tecnica dell’acquaforte. Se nell’opera di Calderini domina la massa del colore verde, nell’opera della Galli l’assenza del colore è compensata dalla ricchezza dei dettagli che rendono la sua incisione più aderente al vero di quanto non succeda per il “boschetto di Traversella”. Nonostante queste differenze ci sembra di cogliere in entrambi gli artisti un amore sincero per la natura, che consente di accomunare le due opere.
Federica Galli (Soresina 1932 – Milano 2009) ha compiuto i suoi studi al Liceo Artistico e all’Accademia di Brera a Milano. Conosciuta in tutto il mondo per le sue incisioni: la sua prima lastra è del 1954 e del 1957 è l’incisione del primo grande albero. A partire dalla prima mostra di Milano nel 1958 ha esposto in più di 300 personali in Italia e all’estero. In oltre 50 anni di attività, l’artista ha inciso più di 750 lastre.
Marco Calderini, “Nei boschetti di Traversella”, 1934, olio su cartone
Marco Calderini (Torino, 1850–1941), allievo all’Accademia Albertina di Antonio Fontanesi, al cui stile si ispirò nelle prime opere, allontanandosi in seguito verso una ricerca realistica ben più accentuata, si dedicò prevalentemente a raffigurare il paesaggio, tema centrale e costante della sua pittura. Il dipinto, conservato presso il Museo, proveniente dalla collezione di Enrico Guagno e Maria Poma, mette in evidenza l’approccio analitico del pittore nei confronti del vero, indicando l’importanza del “tema” nel paesaggio nell’opera pittorica di Calderini che nel tempo ritorna con costanza sullo stesso soggetto, affascinato da semplici variazioni di luce e di atmosfera. Lo scorcio ripreso nei boschi di Traversella, in Valchiusella, risulta caratterizzato dal verde intenso della piena estate, non indenne da un certo sentimentalismo equilibrato dalla resa del vero.
Filmato realizzato da Claudio Landone presso il Museo del Territorio Biellese durante l’inaugurazione della mostra “Dialoghi”