Archive for Gennaio, 2007

Federica Galli

FEDERICA GALLI - grandi alberi
24 febbraio - 1° aprile 2007

La mostra, dedicata alle incisioni di Federica Galli, presenta una selezione di opere dai vasti cicli degli “alberi monumentali” e delle “cascine”. I maestosi alberi, riprodotti minuziosamente dall’artista lombarda, sono il ritratto di affascinanti monumenti naturali.

Il culto degli alberi è antichissimo. In posizione eretta come l’uomo, l’albero funge da tramite tra il cielo e la terra. L’albero che fa ombra, la più grande e forte delle piante, anticamente appartiene al mondo simbolico, agli archetipi dell’umanità. Scriveva Ernst Jünger che nell’albero la natura acquista individualità o meglio personalità. E noi assistiamo, profondamente turbati, alla moria dei boschi di tutto il mondo, sintomo della profonda crisi nella vita dell’uomo moderno.Nelle opere di Federica Galli si coglie il rispetto, la fedeltà, l’amore per i prodigi della natura. La luce cangiante delle diverse stagioni e ore del giorno ha un ruolo importante nel calcolo dell’artista. Ma anche quando si pensasse di scorgere la carezza del vento ed il fruscio delle foglie nella luce argentea o quando la luce abbacinante del sole penetra tra le silhouettes del fogliame rigoglioso degli alberi, la concretezza della natura non viene mai dissolta dalla luce. Federica Galli non è impressionista. I suoi paesaggi non sono ampi, ariosi, bensì rappresentazioni di alberi e gruppi di alberi che impediscono allo sguardo di spaziare lontano. La terra è più importante del cielo. I paesaggi, formati da delicate righe, punti e linee filigrane, riflettono la felicità e la soddisfazione dell’essere tutt’uno con la natura, ancorché senza le concezioni umanistiche, tramandate dall’antichità, del paesaggio ideale. A partire dal 1966 l’artista si dedica esclusivamente alla difficile tecnica dell’acquaforte. A differenza dei disegni e dei quadri, l’incisione non consente correzioni a posteriori e offre soltanto toni neri e grigi, così come la luce bianca del foglio di carta. Rinunciando ai colori, la tecnica dell’acquaforte costringe l’artista all’astrazione. In compenso la grafica in bianco e nero può risultare più profonda, più essenziale.

Federica Galli, nata a Soresina (CR) nel 1932, ha compiuto i suoi studi al Liceo Artistico e all’Accademia di Brera a Milano. La sua prima lastra è del 1954 e del 1957 è l’incisione del primo grande albero. A partire dalla prima mostra di Milano nel 1958 ha esposto in più di 300 personali in Italia e all’estero. Fra le più significative: Galérie Loeb – Parigi, 1982; Palazzo Diamanti – Ferrara, 1983; Fondazione Cini – Venezia, 1987; Palazzo Te – Mantova, 1988; Accademia di Firenze, 1988; Castello Sforzesco – Milano, 1990; Istituto Italiano di Cultura – Londra, 1990; Archivi Imperiali della Città Proibita – Pechino, 1995; Fondazione Culturale del Municipio di Atene, 1996. Sul suo lavoro sono stati pubblicati numerosi libri. In oltre 50 anni di attività, l’artista ha inciso più di 750 lastre.

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Bruno Missieri (2007)

BRUNO MISSIERI – hortus conclusus
13 gennaio - 18 febbraio 2007

La mostra dedicata a Bruno Missieri è composta  da una trentina di opere, per la maggior parte incisioni realizzate con le tecniche dell’acquatinta e della maniera nera e alcuni dipinti ad olio su tavola.

mietitura

Il paesaggio – un giardino.
Rigore scientifico e fantasia visionaria, osservazione accurata e intuizione – dall’unione di approcci diversi nasce la tensione misteriosa insita nei paesaggi dell’incisore e pittore Bruno Missieri.
I paesaggi di Missieri in acquatinta e mezzatinta degli anni ’90 mostrano un mondo di rigogliosa, lussureggiante vita vegetale. Nel mezzo di questo movimento irrequieto e inquietante, un muro da giardino diventa momento stabilizzante che definisce un chiaro ordine di spazio. Il percorso di sviluppo di questo ideale fino alla realizzazione ha attraversato un processo di riduzione. Ridurre non come negare, ma come concentrare: un processo “alchemico”, dove attraverso la riduzione si estrae l’essenza pura. L’oggetto in questi paesaggi è diventato segno. E come l’allusione riesce a esprimere di più dell’espressione diretta, così il segno possiede maggior capacità suggestiva che non la descrizione diretta. Questo percorso implica da subito il passaggio verso l’astrazione. L’astrazione allontana dall’oggetto, per rendercelo paradossalmente più vicino; crea distanza: un piano di visione allargato, nel quale iniziamo a vedere dietro alle cose. Si rendono visibili altri livelli di significato. I paesaggi di Bruno Missieri sono più idee di paesaggi che non scenari precisi. La trascendenza della coloritura si unisce a un rigore formale della composizione, il che fa pensare a un confronto creativo dell’artista con la regola della proporzione dell’Antichità e del Rinascimento. La tradizione della legge della proporzione si basa su antiche teorie di un’armonia ideale fondata su numero e misura e rispecchiante il segreto divino ordine del cosmo. E’ dell’artista stesso l’espressione “matematica del paesaggio”. Nei suoi cromatismi finemente differenziati e alquanto contenuti, Missieri unisce riflessioni scientifiche riguardo le frequenze numeriche e corrispondenze tra i colori con una simbologia cromatica personale. L’interpretazione di Missieri del “hortus conclusus” si è sciolta dall’iconografia antica. Né serena metafora del paradiso, né seducente luogo di diletto sensuale; il giardino è ora un mondo elementare, che basta a se stesso, enigmatico e al contempo magicamente attraente. (Genoveva Nitz).

covone

Bruno Missieri è nato nel 1942 a Piacenza, città dove risiede e lavora. Si è diplomato alla Scuola d’Arte “F. Gazzola” di Piacenza e ha frequentato il DAMS presso l’università di Bologna. Ha compiuto studi specifici sull’incisione a Castell’Arquato (PC) presso la Bottega dell’Incisione diretta da Ettore Brighenti. Successivamente ha partecipato ai Corsi Internazionali di Grafica dell’Accademia Raffaello di Urbino sotto la guida di Renato Bruscaglia e di Carlo Ceci.
E’ socio fondatore del gruppo Grafica Originale e dell’Associazione Atelier del Borgo. Insegna grafica presso la Scuola d’Arte “F. Gazzola” in Piacenza e tiene corsi di approfondimento sull’incisione.
Negli ultimi anni ha esposto i suoi lavori a Bergamo (1997, 2004), Weimar (1998), Chiari (1999), Algeri (2000), Torino (2001), Piacenza (2002, 2003), Milano (2002), Regensburg (2004), Brescia (2005), Lana (2005). Ha partecipato a diverse edizioni del Premio Internazionale Biella per l’incisione ed ha vinto, nel 1999, la Biennale Internazionale per l’Incisione di Acqui Terme.


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